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Ferrari BK e l’eliminazione delle barriere architettoniche
Verona - 08 Settembre 2021

Una persona in carrozzina attraversa un percorso accessibile e senza barriere architettoniche

Essere liberi di muoverci riguarda la vita di tutti noi e ci permette di essere autonomi e di costruire le relazioni che riteniamo significative per la nostra vita sociale. Lo spazio esterno, giardini privati, parchi e aree urbane sono infatti luoghi di incontro e condivisione dove scorre la vita e si intrecciano relazioni. Eppure, il 20% della popolazione in Italia è limitato nelle sue funzioni e attività dalla presenza di barriere architettoniche.

Per questo motivo l’abbattimento delle barriere architettoniche e il miglioramento degli accessi agli spazi giocano un ruolo fondamentale per la vita di tutti i giorni, in particolare per le persone con disabilità.

Ferrari BK supporta da anni realtà del mondo associativo veronese impegnate in attività di sensibilizzazione sul tema delle barriere architettoniche.

La vicinanza con queste realtà ci ha consentito di accumulare un bagaglio di conoscenze e competenze pratiche che abbiamo cercato di tradurre in ciò che sappiamo fare meglio: progettare gli esterni.

Nelle prossime righe analizzeremo gli aspetti principali del mondo dell’accessibilità e dell’inclusione sociale applicate alla progettazione degli spazi esterni e vedremo come una pavimentazione può essere accessibile a tutti, comprese le persone con disabilità. Vi anticipiamo fin da subito che abbiamo realizzato una guida completa sull’accessibilità che potete scaricare qui.

Cosa sono le barriere architettoniche?

Una ragazza cieca con il suo bastone bianco incontra una barriera architettonica: un marciapiede senza discesa e danneggiato

Come riportato all’Art. 1 del D.P.R. 503/96, le barriere architettoniche sono:
  • gli ostacoli fisici, fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
  • gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti;
  • la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.
: un esempio di pavimentazione accessibile: una pavimentazione tattile con rampe per la discesa/salita di persone in carrozzina

Un disagio per l’intera comunità

Quando si tratta di barriere architettoniche le categorie più vulnerabili sono gli anziani, le persone con difficoltà sensoriali (non udenti, non vedenti ed ipovedenti), i cardiopatici, le donne in stato di gravidanza o con un passeggino, i bambini, le persone affette da nanismo, gli individui convalescenti a seguito di un’operazione o con un’ingessatura.

Una donna in carrozzina e un uomo in bici attraversano insieme un ponte immerso nel bosco

Le barriere architettoniche, inoltre, peggiorano la qualità della vita dell’intera collettività.
In sintesi potremmo dire che sono ostacoli fisici e barriere d’altra natura, ad esempio, percettive che portano all’impossibilità di accedere a un certo spazio e/o servizio. Sono causa di disagio per la maggior parte della popolazione, nonché fonte di pericolo, di stress e affaticamento.
In Italia le barriere architettoniche colpiscono:
  • 14 milioni di anziani
  • 3,1 milioni di disabili 380 mila di persone cieche
  • 1,5 milioni di persone ipovedenti

Cosa prevede la normativa italiana?

Anche se ad oggi non disponiamo di una definizione ufficiale di “accessibilità urbana” questa si può in qualche modo desumere da quella di accessibilità contenuta nel DM 236/89 traslata nel contesto di uno spazio pubblico.

“Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia” (art. 2 DM 236/89).

La normativa fa dunque riferimento agli spazi e ai servizi che si trovano in edifici pubblici e aperti al pubblico ma anche ai percorsi che l’utente deve fare per raggiungerli. Per questo motivo, è fondamentale che il tessuto urbano, con le sue vie, piazze e marciapiedi non presenti impedimenti alla mobilità, come gradini e superfici deteriorate, né configurazioni che possano rappresentare un rischio per l’incolumità come dislivelli improvvisi, assenza di segnalazione di pericolo ecc.

Piani di eliminazione delle barriere architettoniche

I P.E.B.A., ovvero i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, sono gli strumenti in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini.

Introdotti nel 1986, con l’articolo 32, comma 21, della legge n. 41, e integrati con l’articolo 24, comma 9, della legge 104 del 1992 il Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche all’interno degli edifici pubblici e lungo i percorsi urbani.

Le loro finalità sono migliorare l’accessibilità degli spazi urbani e degli edifici pubblici a favore di tutte le utenze, per costruire una città più vivibile da tutti, nella quale sia garantita ad ognuno la possibilità di spostarsi autonomamente e in sicurezza, indipendentemente dalla condizione fisica, sensoriale o anagrafica.

Superbonus 110% per abbattere le barriere architettoniche

Dal 1° gennaio 2021, gli interventi indicati nell’articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del Tuir, tra i quali vi rientrano quelli «finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche», possono essere agevolati con il super ecobonus del 110%, come interventi trainati, se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi «trainanti» dell’ecobonus. La detrazione del 110% si applica, dal 1° giugno 2021, anche se questi interventi sono eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi del sismabonus al 110% (anche sismabonus acquisti). In entrambi i casi, per essere agevolati, questi interventi devono presentare le caratteristiche tecniche previste dal decreto del ministero dei Lavori Pubblici 236/89.

Sia la norma che consente il traino grazie al super ecobonus che quella che lo consente grazie al sismabonus prevedono che l’estensione a questi interventi spetti «anche ove effettuati in favore di persone di età superiore a sessantacinque anni» (articolo 119, commi 2 e 4 del Dl 34/2020).

Le soluzioni Ferrari BK per l'accessibilità

Da anni diamo il nostro contributo per l’eliminazione delle barriere architettoniche attraverso una gamma prodotti di elevata qualità. Crediamo che lo spazio progettato dall’uomo non può che essere sicuro, bello e accessibile a tutti, ossia privo di barriere.

I prodotti che vi presentiamo contribuiscono a migliorare l’accessibilità degli spazi urbani, introducendo facilitazioni alla mobilità delle persone, evitando al contempo disagi e situazioni di pericolo.

La pavimentazione tattile
Una volta posate, costituiscono un vero e proprio percorso che guida le persone cieche e ipovedenti nei luoghi pubblici, dando indicazioni sullo spazio circostante e sulla presenza di eventuali pericoli.

Le pavimentazioni spigolo vivo
Le fughe strette di queste pavimentazioni sono state studiate per facilitare il transito e sedie a rotelle, passeggini, girelli e carrelli della spesa.

Le pavimentazioni filtranti
Consentono il drenaggio delle acque meteoriche e grazie all’impasto macroporoso consentono di evitare la realizzazione di superfici forate.

Le pavimentazioni forate, infatti, sono fonte di disagio per pedoni, persone con ridotta mobilità, anziani, donne con passeggini o con i tacchi.

Le serigrafie per i parcheggi riservati alle persone con disabilità
Vengono usate nei parcheggi di centri commerciali e supermercati per segnalare la presenza di posti auto riservati alle persone munite di contrassegno.

Le pavimentazioni tattili LOGES e LVE
Le pavimentazioni tattili sistema LOGES e LVE sono percorsi tattilo-plantari appositamente studiati per consentire alle persone cieche e ipovedenti di muoversi in autonomia lungo percorsi predefiniti.

Il percorso è composto da 6 codici: direzione rettilinea, arresto/ pericolo, svolta obbligata a 90°, incrocio a “+” o a “T”, attenzione/servizio, pericolo valicabile. Si tratta di vere e proprie guide tattili che favoriscono l’orientamento e la mobilità delle persone con difficoltà visive e che al contempo forniscono informazioni sullo spazio circostante e sulla presenza di eventuali pericoli.
Il sistema LVE: quando l’autonomia diventa hi tech:
Dalla collaborazione scientifica tra l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (U.I.C.I.) e l’Associazione Disabili Visivi (A.D.V.) e con il supporto operativo di partner industriali per l’applicazione sperimentale dei risultati di ricerca, nasce il SISTEMA LVE - LOGES VET EVOLUTION. LVE è un percorso tattile integrato con piolo TAG RFG, basato sulla tecnologia RFID (Radio-Frequency IDentification), cioè di sensori passivi che, installati al di sotto della pavimentazione tattile, fungono da incubatori di informazioni, precedentemente inserite attraverso una mappatura, e che vengono intercettati dal bastone elettronico dell’utilizzatore.

LVE fornisce rapide informazioni vocali sull’ambiente circostante che si generano nel punto di contatto con la pavimentazione precedentemente mappata. In questo modo, l’utente - attraverso il sistema di connessione con lo smartphone/tablet e l’auricolare bluetooth – è informato correttamente e in modo analitico dell’intero contesto ambientale in cui si trova.

Inoltre è possibile trasmettere messaggi vocali che forniscono semplici informazioni, quali:
  • presenza di incroci;
  • attraversamenti pedonali;
  • direttrici di percorrenza;
  • eventuali punti di interesse.


Ed informazioni ancora più elaborate, quali:

  • notizie sui mezzi di trasporto;
  • presenza e informazioni su musei,
  • scavi archeologici, centri storici ecc;
  • informazioni su strutture pubbliche (università, scuole, ospedali, ecc.).


Come abbiamo visto progettare spazi esterni accessibili significa migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e porta benefici all’intera collettività.

La casa, l'ambiente di lavoro, la scuola, i trasporti e gli spazi dedicati al tempo libero sono contesti in cui ci si trova a interagire con le strutture, gli oggetti, i prodotti, le tecnologie e gli spazi esterni che possono essere resi accessibili grazie a una corretta progettazione e realizzazione.

Per approfondire tutti gli argomenti trattati in questo articolo vi consigliamo di scaricare gratuitamente la nostra guida completa sull’accessibilità.

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