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Pavimentazioni per esterni antiscivolo: sicure e resistenti
Verona - 17 Febbraio 2021

Due bambini giocano all'aperto sulla pavimentazione esterna della loro casa.
La resistenza allo scivolamento è un requisito essenziale per valutare la sicurezza di una pavimentazione per esterni. Sia che si tratti di una pavimentazione privata o nel caso di aree pedonali o pubbliche è necessario garantire la sicurezza delle persone che la attraversano. Il rischio è che si possano verificare gravi infortuni: pertanto in fase di progettazione e realizzazione della propria pavimentazione per esterno una delle caratteristiche fondamentali è la resistenza allo scivolamento della superficie.

Quando si parla di resistenza allo scivolamento sono diversi i parametri da tenere in considerazione: i materiali con cui è stata progettata la pavimentazione, l’ambiente di destinazione, le condizioni di utilizzo della pavimentazione, le normative vigenti. È importante considerare anche altri fattori come ad esempio il contatto con la superficie (con la suola di una scarpa, a piede nudo) oppure le condizioni atmosferiche. Se sei alla ricerca di una nuova pavimentazione per esterno è importante che la tua famiglia o chi utilizzerà la superficie viva in un ambiente sicuro che rispetti tutti requisiti previsti dalla normativa.

Vediamo insieme come valutare la resistenza allo scivolamento di una pavimentazione per esterno, quali sono i metodi per misurarla e cosa prevede la normativa.

Cosa prevede la normativa?

Le norme comunitarie di prodotto, UNI EN 1338 (Masselli) e UNI EN 1339 (Lastre), attribuiscono di “default” un soddisfacente requisito “antiscivolo” a patto che la superficie non venga levigata. Al fine della classificazione tali norme stabiliscono come metodo di prova quello del “British pendulum” che attribuisce alla superficie un valore di aderenza (USRV).
In ottica di eliminazione delle barriere architettoniche, la norma Italiana di riferimento è il DM 236/89 la quale prevede il metodo BCRA (British Ceramic Research Association) per la valutazione delle prestazioni antiscivolo.
Per la valutazione della sicurezza ove previsto il passaggio “a piedi scalzi” il metodo di riferimento è quello della norma DIN 5109.

La resistenza allo scivolamento si progetta e si testa

METODO UNI EN 1339 / UNI EN 1339 ALL. «I» (BRITISH PENDULUM)

Il punto 5.3.5.3, che è uguale per entrambe le norme UNI EN 1338 e 1339, recita così: “Alle normali condizioni di utilizzo i masselli (lastre) di calcestruzzo prefabbricato per pavimentazione forniscono una resistenza allo scivolamento/slittamento soddisfacente durante la loro vita utile purché siano soggetti alla normale manutenzione e non presentino una parte rilevante di aggregati eccessivamente levigabili che affiorino sulla superficie di usura”.
Di fatto masselli autobloccanti e lastre vengono considerati antiscivolo di “default”. Qualora, in casi eccezionali, venga richiesto un valore di resistenza allo scivolamento/slittamento dovrà essere utilizzato il metodo di prova di cui all’allegato “I” delle norme stesse. Tale prova prevede che vengano effettuate varie misurazioni al fine di estrarre il valore medio di resistenza (USRV).
Per la misura di SRV (Slip Resistance Value) si utilizza uno “skid resistance tester” in grado di valutare l’attrito della superficie.
Un tecnico misura la resistenza allo scivolamento utilizzando lo skid resistance tester.
L'attrezzatura è dotata di un pattino in gomma, caricato a molla, collegato all'estremità del pendolo. Grazie all'oscillazione del pendolo, si misura la forza d'attrito tra il pattino e la superficie di prova tramite la riduzione della lunghezza dell'oscillazione (è presente una scala tarata per valutare le proprietà di attrito della superficie).
Non vi sono delle tabelle comparative allegate alla normativa per poter valutare la resistenza allo scivolamento. Tuttavia si ritiene, dopo attente valutazioni e campagne prove eseguite negli anni, che un valore USRV≥60 sia più che soddisfacente.

Come si misura lo scivolamento di una pavimentazione?

I principali metodi per misurare la resistenza allo scivolamento sono due:
-
Il metodo B.C.R.A (coefficiente di attrito dinamico).
- Il metodo DIN 51097 (piano inclinato).
METODO B.C.R.A. (COEFFICIENTE DI ATTRITO DINAMICO)
Il metodo B.C.R.A. è l’unico accettato secondo la normativa vigente italiana DM 236/89 riguardante il superamento/eliminazione delle barriere architettoniche.
È un metodo strumentale che misura l’attrito dinamico (μ) di una superficie pavimentata, al fine della comparazione con i valori tabellari di riferimento.

L'apparecchiatura denominata "Scivolosimetro" in opera mentre misura l'attrito di una superficie pavimentata.

La misurazione avviene mediante una apparecchiatura denominata “Scivolosimetro”, che permette di valutare la pavimentazione in condizioni:
- Asciutte (elemento scivolante in cuoio)
- Bagnate (elemento scivolante in gomma dura).
I valori di riferimento, al fine della valutazione della scivolosità, sono i seguenti:
 μ < 0.20
Scivolosità pericolosa
 0.20 ≤ μ ≤ 0.40
Scivolosità eccessiva
 0.40 < μ ≤ 0.74
Attrito soddisfacente
 μ > 0.74
 Attrito eccellente

Più il valore risultante è basso più significa che la superficie è scivolosa.
Una pavimentazione può essere considerata antisdrucciolevole se raggiunge un coefficiente di attrito dinamico µ > 0.40.

Metodo DIN 51097 (piano inclinato)

È un metodo oggettivo tedesco, utilizzato per tutte quelle zone “bagnate” e assoggettate a calpestio a piedi nudi quali: bordi piscina, vialetti interni a complessi/aree turistiche marine, zone vicine a docce all’aperto, ecc…

La norma DIN 51097 è di fatto l’unica riconosciuta per poter certificare le caratteristiche antisdrucciolo per le superfici in questione.
Una persona opportunamente imbragata simula alcuni passi su di essi mentre il piano viene inclinato gradualmente sino a provocare lo scivolamento della persona che esegue la prova.

Il metodo è oggettivo perché viene condotto direttamente da un tecnico di laboratorio che deve rimanere a piedi nudi su una superfice sulla quale viene spruzzato con un liquido saponato.

Tale superficie viene inclinata gradualmente fino a provocare lo scivolamento del tecnico che esegue la prova.

Al termine della prova viene misurato l’angolo di inclinazione raggiunto dalla superficie di calpestio.
Un tecnico a piedi nudi simula alcuni passi sul piano su cui poggia che viene inclinato gradualmente sino a provocare lo scivolamento.

Il valore angolare misurato viene paragonato ai valori della tabella qui sotto:
Angolo medio
Classificazione
 α < 12°
 0
 12°≤ α <18°
 A
 α > 24°
 B
 α > 24°
 C

Una pavimentazione è considerata antisdrucciolevole, a piedi scalzi, a partire già dalla classe “A”.
È chiaro però che maggiore è l’angolo di inclinazione, maggiore saranno le prestazioni della superficie.
La corretta classificazione avviene indicando in scheda tecnica tutte le classi raggiunte (ad es. A+B+C).

Le pavimentazioni Ferrari BK garantiscono una perfetta tenuta, garantendo sicurezza e stabilità, sia in presenza di climi freddi e ghiaccio, per il quale sono state raggiunte importanti certificazioni di prodotto, che in presenza di climi caldi, ove, soprattutto con i colori chiari, si possono raggiungere elevati valori di riflettanza solare (SRI) tali da favorire un microclima ottimale e contribuendo attivamente alla riduzione delle isole di calore (leggi l’approfondimento sull’isola di calore)

La vasta gamma di sfumature e finiture contribuiscono a sottolineare con grande eleganza il valore estetico degli esterni, aggiungendo indubbio prestigio all’abitazione cui fanno da cornice.

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